l'inquilino

Andrea camminava lungo il quartiere di Calimala mentre i lampioni si accendevano e la gente rientrava in casa a passo svelto, per ripararsi dal freddo e dal buio che stava calando.
Infilò la chiave nel portone, portoncino sarebbe stato più indicato visto le ridotte dimensioni, ed entrò nel palazzo dove viveva.
Salì le scale ripensando alla giornata quando a metà dell'ultima rampa che lo separava dal suo appartamento incrociò una delle tre signore moldave che abitavano al piano sopra il suo.
Si fece da parte, "Buonasera" salutò.
La donna, delle tre la più giovane e piacente, gli sorrise e sussurrò un buonasera di rimando, continuando a scendere e superandolo velocemente.
Riprese la salita ed entrò in casa.

-Son tornato!
La casa rispose in silenzio.
Lui si tolse la giacca di pelle che appese all'appendi abiti avvitato al muro dietro la porta d'ingresso e si arrotolò le maniche della camicia a quadri neri e rossi

-Oh vediamo cosa m'invento per cena stasera ...
Passò in cucina e si lavò le mani

-Cazzo! Maledetta stronza! Ma a questo punto dell'anno non dovreste essere tutte estinte, zanzare di merda.
Moderare il linguaggio non aiuta con le zanzare ma almeno ti fa restare calmo.
Andrea continuò a massaggiarsi la puntura d'insetto mentre una figura gli si parò alle spalle che chiese:
-Hai avuto una buona giornata?

-No, Arturo ma non è stata nemmeno terribile.
Fece una piccola pausa e guardando negli occhi l'uomo piccolo e baffuto che gli si era materializzato a poco meno di trenta centimetri, sorrise appena e aggiunse:

-Hai ragione, inutile usare parolacce. Scusami

-L'importante è non lasciarsi trascinare dalla rabbia, Andrea... Cosa preparerai per cena?

-Pensavo a delle banalissime zucchine al vapore.
E, così facendo, camminò attraverso la figura dell'uomo coi baffi che non dette alcun segno di disturbo, limitandosi a voltarsi per seguire con lo sguardo l'uomo più giovane

-Ma come fanno ad esserci le zucchine in questo momento dell'anno? Che cosa bizzarra...

-Te l'ho già spiegato no?
Rispose l'altro che, aprendo il frigo, passò in rassegna le poche cose stipate dentro:
nel ripiano più alto yogurt sud tirolese al limone e marmellata di more di rovo selvatico. Sotto un barattolo piccolo di acciughe e un limone a metà.
Sotto ancora un pezzo di parmigiano e una busta di grana già grattugiato.
In basso un sacchetto di carote copriva una confezione incelofanata di zucchine "calibro d" e 4 arance.

-Ormai la grande distribuzione ti fa trovare in gran quantità a prezzi più o meno alti tutta la frutta e la verdura che vuoi, anche fuori stagione. Ogni quanto facciamo questo discorso?

-Almeno quattro volte l'anno, da almeno tre anni. Giusto?

-Sì. Presumo tu abbia contato correttamente... E poi dicono che non vi ricordate le cose.

-Io credo che la gente come me sia come me perché si deve ricordare le cose.

Andrea che aveva preso le zucchine e le stava sciacquando sotto l'acqua si fermò e guardò l'uomo basso coi baffi e gli sorrise malinconico

-Sei una gran brava persona, Arturo.
Si sorrisero e Arturo aggiunge:

-Quello contento sono io. Non potevo trovare un inquilino migliore per casa mia.

Passato un attimo di imbarazzo, Andrea tornò ad occuparsi delle zucchine, tagliandole in rondelle più fini possibili. Arturo se ne andò attraversando il muro che separava la cucina dal terrazzo.

-Ah ma ci metti la curcuma e il pepe con le zucchine dopo?
Chiese Arturo con la voce attutita dalla distanza.

-Sì, certo - rispose Andrea alla cucina vuota - vediamo se questa cazzo di vaporiera elettrica funziona.