Fare il freelance è una corsa contro il muro della realtà.
Chi di mestiere è freelance parte già a handicap: non può saper fare tutto.
Non può essere un’account, un Project manager, un’esperta della propria comunicazione di brand, un esperto del regime forfettario.
Eppure deve essere un po’ tutto questo, oltre a saper fare bene il proprio lavoro.
Quando tu parli con una persona che di mestiere è freelance e chiedi che problemi ha, ti elencherà qualcosa come:
- Sindrome dell’impostore
- Paura di non conoscere lo strumento giusto (ma pensa “magico” al posto di “giusto”)
- Paura di non conoscere quel Canvas giusto (Product, Business, Personal…)
- Non sapersi organizzare
- Non sapere come trovare clienti*
- Sentirsi soli
Ecco, ritengo che di tutte le paure, problemi e pensieri da freelance, quello che fa la differenza sia proprio la solitudine.
Alzarsi ogni mattina, prendersi cura di sé e della propria famiglia, quando c’è, espletare tutte le incombenze e poi mettersi alla scrivania nello studio, quando va benissimo, o in camera da letto o al tavolo in cucina.
Quelli che se lo potranno permettere avranno una scrivania in un coworking ma sono già una minoranza accorta.
Perché è la solitudine che fotte i freelance, prima ancora dei clienti che non pagano.
Cliente X mi chiede Y. È davvero quello di cui ha bisogno? L’offerta/La presentazione che gli ho preparato sarà giusta?
La qualità del mio lavoro la posso far valutare solo al cliente che, solitamente, non ha le competenze per farlo, ha chiesto il lavoro a me del resto. Ora con l’AI cosa ne sarà del mio lavoro? Con chi confrontarmi magari quotidianamente senza andare a più o meno costosi seminari, corsi, masterclass?
Con chi ne parlo? Con chi mi confronto? Chi mi può fare una critica costruttiva, chi mi può sostenere nel merito del mio lavoro?
I freelance sono convinto siano la popolazione più grande, più affamata di formazione. E non solo per la sindrome suddetta ma anche perché, almeno in quel contesto, non si sentono soli.
E, quindi, cosa fare?
Federarsi, trovare altre freelance e mettersi insieme.
Lo so, è molto difficile, bisogna annusarsi prima, capire chi è sulla nostra stessa lunghezza d’onda, con chi poter condividere oneri e onori di progetti più grandi, o anche i più piccoli.
Dove trovare le persone giuste, e la formazione, il confronto e anche molto calore?
Semplice, al Freelancecamp.
*E questo asterisco? Perché un freelance non deve trovare i clienti, un freelance può/deve farsi trovare.
Il discorso è articolato e non è detto che non lo affronti in futuro ma, ecco, la questione vendere è molto semplice e molto complicata...
[questo post, senza asterischi, è stato pubblicato sul mio profilo linkedIn]