Stamani a colazione ho tagliato in due un kiwi e quello che al centro sembrava fosse un cuore, a una seconda occhiata assomigliava molto più alla forma del Texas.
Io non lo so bene perché mi piace correre, anche perché mi fa fatica, mi fa soffrire fisicamente e psicologicamente ma corro lo stesso.
Forse è colpa del fatto che godo a uscire la mattina molto presto e vedere un nuovo giorno che nasce mentre fuori non c'è nessuno, o quasi. Di sicuro mi disturba quando poi esco più tardi, perché mi pesa il culo e perché non mi va di uscire così presto e trovo già la città piena di persone che lavorano, si spostano. Mi disturba, mi scandalizza come se fosse una mia proprietà invasa da altri. E mi offendo perché mi ha fatto fatica uscire prima, perché mi pesava il culo.
Correre a 53 anni non è correre a 42. È evidente, giusto? Sì. E no.
Anche sapere cosa mi piace a 53 anni dovrebbe essere assodato e invece no.
So cosa mi piaceva a 16 e 20 anni, anche a 30 e a 35 lo ricordo, dai 40 in poi ho solo vaghe idee confuse, bagliori nel buio di cose.
Una cosa che ho capito del correre è la questione pesantezza/leggerezza. Mi piace l'idea di avere una frequenza di passi che permette al mio corpo di stare il meno possibile a contatto col terreno, nel modo più leggero possibile. Sentire il mio corpo che si muove in modo armonioso, nonostante stia magari respirando come un mantice bucato o il mio cervello mi stia gridando come Ursula de La Sirenetta Disney di fermarmi immediatamente.
Mi piace sentire il profumo delle piante aromatiche e delle erbe spontanee lungo la ciclabile, il fresco umido sotto gli alberi e la brezza sul fiume.
C'è un'altra cosa che mi piace moltissimo, ed è guidare. Anzi, facciamo un passo indietro. Mi piace mettermi in viaggio, che sia a piedi, o in treno o in auto, è proprio il concetto di mettermi in strada per qualche direzione e per raggiungere qualcuno o qualche posto. Provo un brivido di piacere ogni volta che chiudo la porta di casa per iniziare un viaggio; anche se è un viaggio che faccio sempre, non diventa meno bello.
Poi guidare la mia vecchia Punto, guidarla lungo una strada di montagna, fare un passo montano, magari due, scendere in una valle, guardare tutto e godermi ogni momento, caminionisti egotici, guidatori locali senza inibizioni e cantieri compresi. In viaggio sei tu che devi metterti sulla giusta lunghezza d'onda.
Può succedere qualsiasi cosa e anche il viaggio più semplice può regalare un imprevisto e da lì essere portati ad affrontare l'ignoto.
E a te cosa piace, oggi?