Stefano Quintarelli – Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli

Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo.

Stefano Quintarelli ha pubblicato questo video che parla della Fibra ottica in Italia e del perché sia importante. E’ un video che dura quasi venti minuti ma ne vale davvero la pena.
Guardatelo.

Il video è di 2 anni fa.
E non è cambiato nulla.

Al tempo della crisi il rinnovamento siamo noi

Crisi, o che parola incredibile è “crisi”? Che oramai ha assunto completamente un connotato negativo quando invece nella sua origine significava cambiamento subitaneo, positivo o negativo. E questo ce l’hanno ripetuto oramai fino alla noia, allo sfinimento.

Però.
Un cambiamento repentino crea sempre una sensazione mista di sorpresa e imprevisto e spesso quindi di paura o timore. E quindi hai voglia a parlare di cambiamento subitaneo. Qui di subitaneo, repentino e molto più banalmente veloce però c’è solo l’orizzonte del nostro futuro che sfuma, e si allontana.
Cosa possiamo fare per cavalcare questa crisi e far sì che il cambiamento vada verso il meglio? Possiamo entrare nei movimenti politici, possiamo spendere del tempo in riunioni di comitato, possiamo scrivere parole come queste per i politici che vogliamo sostenere. Possiamo essere noi il rinnovamento.
Perché il rinnovamento siamo noi.
E sta a noi prenderci le responsabilità delle scelte politiche per la nostra comunità che sia una circoscrizione, un quartiere, un comune, una provincia, una regione e l’intero Paese.
Questa a me pare una cosa molto smart…

Primarie PD 2013: perché io sto con Bersani

Ci sono momenti in cui anche l’ultimo degli uomini, il peggiore degli artisti come me deve schierarsi perché è necessario. Questo non è uno di quei momenti drammatici ma è un momento importante, dove posso esprimere il mio atomo di potere politico, esprimendo un voto. Il voto è per le prossime primarie del partito democratico italiano ed io voterò Pierluigi Bersani. Ma questo artista di merda ha deciso stavolta di fare di più, ho deciso di metterci la faccia, il nome e la voce. Ho deciso di mettere al servizio del Comitato #smartbersani la mia esperienza e tutto quello che so e che penso dell’innovazione tecnologica, dell’informatica, di internet e della loro importanza nella nostra società.

Il Comitato #smartbersani vuole essere un punto di aggregazione per tutti coloro che vogliono portare le proprie idee sull’innovazione tecnologica necessaria in Italia e la propria disponibilità per farlo all’interno del partito democratico e a supporto di Pierluigi Bersani alle Primarie.

Perché sto con Bersani? Perché credo sia sotto gli occhi di tutti quanto sia tra le persone più serie, poche, nel vasto panorama da tregenda della politica italiana. Perché penso che sia una persona perbene che non ha bacchette magiche e che non fa proclami e da persona normale che si danna l’anima per fare qualcosa di buono. Perché ha già dimostrato di voler riformare il sistema economico italiano, perché ora è il miglior candidato premier di tutto il centrosinistra…

Perché ho aderito subito a #smartbersani? Perché se in questo paese non viene spinto prepotentemente l’accelleratore dell’innovazione applicata alla nostra vita sociale, economica e istituzionale non saremo più un paese per vecchi, saremo un paese morto.

Non mi piacciono molti personaggi dentro la dirigenza, intorno a lui, molti suoi sostenitori importanti. Però se me ne resto tra gli #indivanados poi non potrò mai lamentarmi se #ilgiornodopononsuccedemaiuncazzo (grazie Danilo).

Il mio contributo fossi un guru, un artista d’oro ma anche solo d’ottone, sarebbe importante. Da quel popò d’artista che sono faccio e conto poco, pochissimo ma anche pochissimo è molto più di zero…

Mia traduzione all’introduzione del software libero nell’amministrazione francese

Mi son permesso di tradurre al volo, e quindi con tutti gli errori del caso, la lettera di presentazione del Primo Ministro Francese, Jean-Marc Ayrault ai ministri del proprio governo  del documento di orientamento nell’uso del software libero nella pubblica amministrazione francese. Fa un certo bell’effetto vederlo scritto su documenti ufficiali (il documento originale e integrale si trova qui)

Il Primo Ministro
Parigi, 19 settembre 2012

Alle Signore e ai Signori Ministri,

Oggetto: Orientamenti per l’uso del software libero nell’amministrazione

I software liberi sono dei software i cui modello di proprietà intellettuale è progettato per dare all’utilizzatore una grande libertà d’uso, di modifica e di diffusione. Coprono un ambito di impiego molto grande, rivolto tanto alle imprese private che alle pubbliche amministrazioni. Questi includono lo sviluppo di applicazioni, database, sistemi operativi per i server, software per l’ufficio e di messaggistica.

All’interno dell’amministrazione ne è stato fatto un lungo uso che ha permesso lo sviluppo di competenze e la capitalizzazione di numerose esperienze positive. In particolare, hanno dimostrato i vantaggi del software libero (minori costi, flessibilità, leva di discussione con fornitori).

Dopo molti anni nel corso dei quali la questione dell’uso del software libero ha potuto essere oggetto di numerose discussioni, è oramai possibile definire una serie di orientamenti e di raccomandazioni sul buon uso del software libero. E’ questo l’oggetto relativo al documento allegato, preparato con i direttori dei sistemi informativi dei vostri ministeri, nel quadro di un lavoro iniziato dalla direzione interministeriale dei sistemi informativi e delle comunicazioni. Vi chiedo di mettere in pratica, all’interno dei vostri servizi, gli orientamenti definiti nel documento allegato.

Jean-Marc AYRAULT

Ripeto, a me fa proprio un bell’effetto. Se ho fatto errori (grandi e/o piccoli) di traduzione è colpa mia, se per caso è tradotto bene è tutto merito di Google Traduttore ;-)

Boh

I pilastri della vecchia banchina di legno sono quasi completamente fuori dall’acqua, come dei denti neri e marci di una bocca spalancata in un grido muto.
Un dolore lieve e costante mi avvolge e sto qui, guardo me stesso guardare parole su parole, concetti, frasi stereotipate e flussi ininterrotti di autocoscienza.
Sono qui a scrivere nel mio piccolo blog qualche frase in libertà, senza nessuno scopo, senza alcun punto d’arrivo preciso.
Vago in circolo.
Il mondo fuori oramai va a letto, o guarda Ballarò o ha finito da poco di guardare la partita di calcio Italia contro Irlanda del Nord (3 a 0 e a casa). Non so quale dei due spettacoli mi deprima di più in questo momento.
Io ho dato un’occhiata a Twitter. Mi rifiuto di aprire Facebook.
Ora vado e chiudo. Se qualcuno in questo istante mi chiedesse: come stai?
Risponderei, Boh.

E se a Prato organizzassimo il GUADEC?

Matteo in lista Plug ha scritto:

salve,

data la disponibilità del PLUG per la realizzazione di uno gnome party [1] per il lancio di gnome 3, la gnome foundation [2] ha inserito il plug nella lista di pre-screening [3] per l’organizzazione del guadec [4] nel 2012. come si evince dalla pagina, i criteri di pre-screening sono stati 3:
1- aver organizzato uno gnome party (implicito)
2- essere vicini ad un aeroporto internazionale
3- trovarsi in un paese dove non è mai stato organizzato un guadec.

si tratta ovviamente di un’attività proibitiva per il plug in sè, trattandosi di organizzare la logistica di un evento paragonabile ad una conferenza internazionale. Tuttavia, parlando con alcuni soci (simone martelli in primis), si è valutato molto positivamente questa possibilità e ci siamo chiesti se non fosse il caso di proporsi effettivamente come candidati.

ovviamente l’idea è di rendere partecipi altre realtà del territorio pratese, o dell’area metropolitana, al fine di ottenere una “massa critica” in grado di gestire l’evento.

al momento mi sono preso l’incarico di fare una ricerca storica per definire le caratteristiche dell’evento, al fine di capire quale possa essere effettivamente il carico di lavoro richiesto e valutare la fattibilità con le forze in campo.

nel mentre chiederei di veicolare questa mail a soggetti o enti eventualmente interessati ad aggregarsi in un possibile comintato organizzatore.

grazie,

Matteo

[1] http://live.gnome.org/ThreePointZero/LaunchParty/Italy/Prato
[2] http://foundation.gnome.org/
[3] http://live.gnome.org/GUADEC/2012/Bids
[4] http://en.wikipedia.org/wiki/GNOME_Users_And_Developers_European_Conference

La partita di calcio

Prato. Nove e dieci, domenica mattina.
Finalmente cielo limpido e sole tiepido anche se la tramontana, seppur lievemente, ci ricorda che il freddo è ancora tra noi.
Si affrontano due squadre di bambini: amaranto contro gialli. Età dei giocatori, 10 anni. La partita si articolerà in tre tempi di quindici minuti ciascuno. Giocano sei contro sei, oltre ai due portieri. Le porte sono diposte sulla linea di fallo laterale all’altro di un campo regolamentare, che per loro invece è delimitato dalla linea del centrocampo e di una delle due aree di rigore. Arbitra uno dei dirigenti della squadra ospite.

Fischio di inizio. Guardo i bambini schierati in campo e… Divento felice. La squadra amaranto conta nel proprio organico due bambini di origine indo-pakistana (forse, non me ne intendo) e un bambino cinese alto e veramente possente.

Sorrido.

Uno dei due bambini indo-qualcosa, il numero otto, ha un passo elegantissimo. Si nota subito. Per tutta la partita sarà l’unico dei suoi ad essere su tutte le azioni, su tutti i palloni. Tutta la squadra cerca, giustamente, lui.

Il bambino cinese corre dietro al pallone, come fanno praticamente quasi tutti gli altri, senza alcun senso del proprio posto in campo e ancora alcuna cognezione di tattica. Però quando gli avranno insegnato come stare nel centro della difesa, secondo me, dalle sue parti, passeranno pochi avversari palla al piede…

La partita prosegue regolare. I genitori infreddoliti applaudono ad ogni conclusione di entrambe le squadre. Poi tutti negli spogliatoi. Io resto a guardare i giardini dell’ex-Ippodromo e poi mi dirigo all’uscita. Il ragazzino cinese e uno dei due indo-qualcosa parlano seduti sulla spalliera di una panchina, già intenti a guardare la partita successiva di ragazzi più grandi, oramai iniziata. Il primo domanda:

- E a te quale ti garba?

- Eh… Io vorrei essere il numero 10, però anche i’sette mi garba parecchio.

Il mio sorriso si allarga ancora di più.

Fine.

Applausi.

Elenco delle cose di cui siamo fatti

Elenco delle cose di cui siamo fatti (*)
(leggono alcuni allievi della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano)
La lettera 22 di Indro Montanelli
La chitarra di Fabrizio De Andrè
Il cestino di piazza della Loggia a Brescia
Il megafono di Federico Fellini
La pipa di Luciano Lama
La borsa di Massimo D’Antona
La 500 di Luigi Calabresi
Gli occhiali spessi di Vittorio Foa
Il camice di Umberto Veronesi
L’ orologio della stazione di Bologna
Il microfono di Luigi Tenco
Il sorriso di Enrico Berlinguer
Gli scarpini di Roberto Baggio
La tonaca di don Lorenzo Milani
La bicicletta di Marco Biagi
La barba di Tiziano Terzani
Gli occhiali scuri di Pier Paolo Pasolini
L’aereo di Ustica
La spilla di Rita Levi Montalcini
Gli occhialini tondi di Alcide De Gasperi
La coppa del mondo del 1982
La costituzione italiana
Il ciak di Sergio Leone
Il pianoforte di Maurizio Pollini
Il taccuino di Ilaria Alpi
Il cappello di Luciano Pavarotti
Le pipe di Sandro Pertini e Enzo Bearzot
Le mani di Walter Bonatti
La Roma di Anna Magnani
L’Alfa Romeo di Tazio Nuvolari
Le mani di Eugenio Montale
La borraccia di Coppi e Bartali
Lo sguardo di Marcello Mastroianni
La sigaretta Alda Merini
Il papillon di Luigi Pirandello
La luna di Papa Giovanni
Gli occhi di Sofia Loren
La bombetta di Totò
La fascia di Anna Maria Ortese
Le rughe di Italo Calvino
I macaroni di Alberto Sordi
Gli occhiali di Enzo Ferrari
Il caffè di Eduardo De Filippo
Le sopraciglia di Alberto Moravia
La malinconia di Aldo Moro
La grazia di Roberto Benigni
La voce di Vittorio De Sica
La mehari di Giancarlo Siani
Il dolore di Primo Levi
La sciarpa di Walter Tobagi

*Dalla bella trasmissione di Rai Tre, Vieni via con me, IV puntata. Video.