Ciao Carlo

Addio a Carlo Monni

Addio a Carlo Monni

Io ora vo’ a casa, mi lavo, e me lo sciaquo bene.
Uscirò gaudioso, per l’atto matriale, che vado a sperimentare.
Non pretendo, vero, per quattromilalire, un fisso connubio con quest’ultima;
la quale, non voglio rinvivere in te persona, il ricordo del tuo babbo, morto schiantato,
ma rinvivere in lei femmina, per una notte, il brivido blu di una trombata di trent’anni fa.

Little Wing – Derek and the Dominos

Sono giorni di ricordi.

Giorni in cui tanti ricordi tornano tutti insieme a ricordarmi chi sono, e tornano con un’intensità potente, destabilizzante. Forse sono io che sono più sensibile, non saprei e onestamente non ha alcuna importanza. Quello che so è che vengo sommerso ad ondate crescenti ed io mi lascio sbattere dalle onde e mi lascio trasportare, ora sommerso, ora galleggiando.

Di tutti i cimeli che questo personalissimo mare mi sta rendendo c’è la versione di Little Wing fatta da Derek and the Dominos.

Già il nome del gruppo è criptico, chi cazzo sono Derek and the Dominos? Derek era nel 1970 il signor Eric Clapton, che viveva all’epoca tra la Florida e il mar dei Caraibi. Quel Clapton è già una star di grandissimo seguito, così grande da sentirne il peso e voler diventare anche lui, seppur per finta e per poco, un artista di merda dal nome improbabile.

“Derek” non se la passa per niente bene. Inseguito dai propri demoni e schiacciato dall’abuso di droga decide di fare l’unica cosa che può salvarlo e che poi sa fare, suonare e scrivere musica: durante la registrazione dell’unico disco in studio “Layla and other assorted love songs” accadono due fatti fondamentali. Il primo è che viene portato a sentire gli Allman Brothers a Miami e conosce Duane Allman che accetterà di slancio la partecipazione alle registrazioni del disco. Di lui, nella sua autobiografia per altro pessima perché reticente, Clapton dice una cosa definitiva e fulminante: “in Duane Allman avevo trovato il mio fratello in musica”.
Il secondo fatto nefasto che accade in quei giorni del 1970 (ripeto: NEFASTO), in termini assoluti nel senso di nefasto per il genere umano, è la morte improvvisa di Jimi Hendrix.
Duane Allman non era quello che si poteva definire un musicista sobrio e distaccato. Tutt’altro. Il fratello di Clapton aveva i suoi demoni e le sue dipendenze e la sua gigante capacità di vivere per la propria musica in modo totale, assoluto.

Ok, ci siamo.

Prendete questa coppia di fratelli da tragedia greca, dal destino e dal vissuto già segnato, gettate su tutta la sessione di registrazione l’ombra lugubre e folle e disperata di una morte priva di senso del più grande chitarrista elettrico di tutti i tempi: decidono in una manciata di ore di registrare una cover di Hendrix che verrà inserita nel disco.

Il pezzo è appunto Little Wing , per me la migliore di tutte le versioni (anche dell’originale). Ognuno nelle canzoni che ama ci sente quel che vuole, io qui e sempre sento una tristezza e una rabbia e una malinconia selvaggia senza eguali su una canzone già magica.

Ascoltate le due voci che cantano, ascoltate le chitarre. Ascoltate gli incitamenti durante la sessione di registrazione. E’ un canto funebre elettrico. E’ la vita.

Quando sono triste lei viene da me
A regalarmi mille sorrisi
Va tutto bene, dice, va tutto bene
Prendi da me tutto quello che vuoi
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa

Vola Piccola Ala

Niccolò Fabi – Elementare dall’album Ecco

elementare come un bacio in una favola
elementare come il sonno la domenica
elementare come un’altalena libera
elementare come un pallone che rotola

un uomo sta seduto con un’ombra accanto
osserva l’ingresso del suo labirinto
ha il futuro che lo insegue,
il passato gli è davanti,ma lui, lui resta li,
con la testa sul volante e un piede sopra il freno all’incrocio tra il niente e una vita in meno
ma una mano leggera gli sfiora dolce il viso e tutto all’improvviso è

elementare come un bacio in una favola
elementare come il sonno la domenica
elementare come un’altalena libera
elementare come un pallone che rotola

un uomo che cammina lungo un
precipizio, sembra indifferente e non guarda in basso
con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto
poi vede quella stanza in fondo al corridoio, quella in cui quando si entra tutto quanto è buio
così afferra la maniglia respira, chiude gli occhi, apre la porta e tutto è li

elementare come un bacio in una favola
elementare come il sonno la domenica
elementare come un’altalena libera
elementare come un pallone che rotola

….che rotola che rotola che rotola che rotola…

versione live.

Ma l’Artistico è una buona scelta?

Oggi sono stato in una scuola media. Sono stato invitato da una professoressa a parlare in un laboratorio pomeridiano incentrato sull’orientamento scolastico, per aiutare i ragazzi che quest’anno sono in terza media e devono decidere quale percorso scolastico intraprendere per il loro futuro.

Situazione informale, seduti sui banchi verso i ragazzi io e un altro imprenditore ci mettiamo a parlare della nostra esperienza scolastica, delle scelte, dei passaggi clamorosi fatti. D’altra parte siamo lì per testimoniare che nessuna scelta scolastica in questa fase è sbagliata, noi che abbiamo fatto strade impervie e tortuose e ci riteniamo contenti di tutti i passaggi fatti, anche dei più angusti.

Ad un certo punto una ragazza alza la mano e fa:

-Secondo voi l’Artistico è una buona scelta (per trovare lavoro, ndS)?

Primo pensiero: Merda.

Secondo pensiero: Ora cosa cazzo le dico?

Terzo: vediamo che faccia ha fatto l’altro.

Ci si guarda per un attimo come due mammalucchi. Poi arriviamo alla stessa inevitabile conclusione: si dice la verità.

L’altro:

- Non conosco l’Artistico quindi non ti so aiutare.

Bastardo, penso io. Però mi ha dato qualche secondo in più per pensare…

Va bene, ci sono.

Dico loro che ogni scuola va bene, purché la si faccia bene e fino in fondo: son soddisfatto fino a un certo punto, alla fine non ho risposto alla sua domanda nemmeno io.

Quindi riprendo dicendo che anche le aziende tecnologiche assumono umanisti perché non hanno la capacità di comunicare le loro idee ed i loro prodotti e che la cultura umanistica e la creatività sono un bene necessario a tutti. Danno linfa creativa, punti di vista, senso critico e capacità di sintesi e intuizione (ma questo a loro non l’ho detto, ndS).

Meglio.

Comunque ho continuato a non rispondere.

Grosso senso di frustrazione…

Poi la ragazzina mi guarda e mi fa:

  • Se io faccio l’Artistico e poi un corso per web-designer posso lavorare?

Bingo. Brava. Annuisco con la testa, sorridente e grato mentre dentro di me si illumina un solo pensiero: Simone, sei un coglione.

Sipario.

Applausi.

Cyrano #1

Caro il mio Cyrano,

lo sai che ti penso molto spesso?

Non mi domando nemmeno mai il motivo: quando incontri qualcuno che è in grado di alterare il normale scorrere di una vita qualunque con la sua sola presenza, è inevitabile che tu lasci impronte profonde nelle coscienze dei più. Lo capisco benissimo e anche io non mi sottraggo alla tua capacità di sorprendere il mondo. Ammiro la tua statura morale e ti rispetto.

Mi piacerebbe parlarti e raccontarti di me, di cosa ho fatto in questi anni, di quello che mi è successo e mi sta accadendo anche adesso. Avere il tuo punto di vista mi darebbe sicuramente una nuova prospettiva, mi arricchirebbe. E poi mi manca quel tuo approccio totale alla vita, all’affrontare i problemi di petto e schiantarli sotto la tua forza d’animo. Però oramai siamo distanti, tu da una parte, io da un’altra. Ognuno con i propri traguardi, divisi da un’esperienza comune, esaltante a modo suo, dura comunque.
Ti immagino su per un sentiero di montagna, bastone alla mano. O su una vecchia statale ritto sui pedali. O adesso su una barca a vela, verso una nuova sfida da conquistare e domare. Sempre sulla cresta dell’onda da cui si domina la conoscenza.

Mi manchi.

Stefano Quintarelli – Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli

Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo.

Stefano Quintarelli ha pubblicato questo video che parla della Fibra ottica in Italia e del perché sia importante. E’ un video che dura quasi venti minuti ma ne vale davvero la pena.
Guardatelo.

Il video è di 2 anni fa.
E non è cambiato nulla.

Al tempo della crisi il rinnovamento siamo noi

Crisi, o che parola incredibile è “crisi”? Che oramai ha assunto completamente un connotato negativo quando invece nella sua origine significava cambiamento subitaneo, positivo o negativo. E questo ce l’hanno ripetuto oramai fino alla noia, allo sfinimento.

Però.
Un cambiamento repentino crea sempre una sensazione mista di sorpresa e imprevisto e spesso quindi di paura o timore. E quindi hai voglia a parlare di cambiamento subitaneo. Qui di subitaneo, repentino e molto più banalmente veloce però c’è solo l’orizzonte del nostro futuro che sfuma, e si allontana.
Cosa possiamo fare per cavalcare questa crisi e far sì che il cambiamento vada verso il meglio? Possiamo entrare nei movimenti politici, possiamo spendere del tempo in riunioni di comitato, possiamo scrivere parole come queste per i politici che vogliamo sostenere. Possiamo essere noi il rinnovamento.
Perché il rinnovamento siamo noi.
E sta a noi prenderci le responsabilità delle scelte politiche per la nostra comunità che sia una circoscrizione, un quartiere, un comune, una provincia, una regione e l’intero Paese.
Questa a me pare una cosa molto smart…