Inizio Settembre

Scrivere per guarire, frasi e parole come balsamo miracoloso. E una volta guarito restare in silenzio.

La porta aperta sul terrazzo, le piante che muovono le foglie su e giù come a dirmi sì quando è solo pioggia.
Tuoni si srotolano lontani, la luce del giorno corre via veloce dall’angolo a ovest, sopra i tetti. La piccola corte interna per il resto giace in un silenzio sospeso.

Sto seduto al tavolo in cucina e guardo fuori, col corpo girato a destra, un po’ torto. Le gocce di pioggia iniziano a cadere dalla piccola tettoia e a rimbalzare sul pavimento di piastrelle rosse.

Penso.

La casa è buia anche in un mezzogiorno di pieno sole a metà giugno, in questo crepuscolo umido di settembre lo è ancora di più.
Rabbrividisco dal freddo e di piacere. L’estate calda, immobile e pesante come una cappa, è andata via.

Mi alzo a bere un bicchiere d’acqua e ascolto il suono che fa il vetro quando lo appoggio sul legno del tagliere accanto all’acquaio.
Cammino per la cucina e poi attraverso l’ingresso che fa anche da salotto col divano rosso più scomodo su cui si possa stare sdraiati ma anche seduti ed il mobile della tv. Mi dirigo verso la camera di Verdun e mi metto a guardare i Playmobil fissati nelle loro mansioni: c’è un picnic al maneggio dei cavalli, ci sono un sacco di animali da cortile in giro per la casa del contadino, la dispensa è perfettamente ordinata e durante l’inverno non mancheranno le provviste.
Sorrido ai pupazzi sul letto.
Sistemo due cose più per accarezzarle che per metterle al loro posto e torno indietro.
Passata la cucina entro in camera da letto e accendo le luci colorate sistemate sopra la testiera. Sto un minuto buono a guardarle.

Sorrido.

Ho un numero imprecisato di romanzi da leggere, qualche saggio, un paio di fumetti. Sto li ad osservarli tutti, è il massimo che riesco a fare.
Mi stendo sul letto, mi congratulo mentalmente con me stesso per avergli cambiato posizione, ogni volta che mi corico, ormai da quasi un anno e mezzo.

Guardo il soffitto e la luce del giorno sparire, le luci colorate prendere il sopravvento.
A volte basta un piccolo dettaglio per migliorare tutto, a volte basta mettere attenzione e cura dove prima non c’è mai stato nulla.


Questa cosa di vivere immerso nel silenzio, quando i miei nuovi vicini cinesi non si danno alla copula rumorosa o ad accese discussioni familiari, mi dà sempre da pensare e poi immancabilmente reagisco e ascolto un po’ di musica, quasi qualsiasi genere, ultimamente soprattutto jazz o blues.

Ci sono storie che non aspettano, altre ne scriverò che aspettano da troppo, c’è una vita da vivere e non da aspettare.

Amo.

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