Secondo post su La La Land

No, il primo non te lo sei perso. L’ho scritto e non l’ho pubblicato, tutto qui.

Ho scritto della maestria della regia, della superba costruzione cinematografica, del fatto che mia madre mi ha allevato a film di Gene Kelly e Fred Astaire. Ho avuto gentili parole per tutta quella gente che critica sui social dicendo cose prive di senso come “ma come si permettono di parlare di jazz, quello non è jazz!” tutti stizziti e così per le canzoni cantate male, e gli attori che non sanno recitare, sono sbagliati, non sanno ballare… eccetera eccetera eccetera.

Ovviamente ritengo tutte le loro posizioni molto interessanti.

Ho visto il film qualche settimana fa e ci sto pensando su, per nulla convinto di averci capito qualcosa.

A me ha tirato un cazzotto nello stomaco bello forte.

Adesso però ho trovato forse una spiegazione: al di là della storia d’amore e del suo epilogo, credo che il film parli proprio d’altro.
Quanto sei disposto a fare per i tuoi sogni? E i tuoi sogni valgono davvero la pena? E che tu sia bravo o meno, conta davvero quello o sono soprattutto altri fattori che spostano le cose? E poi avere successo lo vuoi davvero?
E allo stesso tempo, vuoi vivere in un mondo piatto oppure vuoi vivere fino in fondo un’opportunità quando ti si para davanti?
Sei sordo a qualsiasi altra cosa e vedi solo il tuo personale traguardo e non conta nient’altro?

La città delle stelle non è L.A., è il momento in cui tu vorresti dire la tua e poi ti tiri indietro pensando che non valga poi davvero tutta la fatica. È il posto dove vivono quelli che sembra ce l’abbiano fatta e quelli che vorrebbero sfondare.
È un posto che va bene anche per un impallinato, fissato sul suo mondo, senza nessun’altra speranza che quella di riuscire a realizzare il proprio sogno ma con un cuore e due palle grandi così.

Non so se stanotte vincerà degli Oscar, onestamente non me ne può fregare di meno. Né mi interessano le molto interessanti polemiche da social, evidentemente ho visto un film differente da quel che hanno visto gli altri. Succede spesso, spero continui a succedere.
Però so che questo film mi ha sorpreso e strizzato bene bene.
E ad un’opera d’arte non si può chiedere altro.

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