Freddo

Cammino immerso fino al polpaccio in una neve bianchissima, immerso in un bosco silenzioso, il deserto rosso è lontano.
La luce del sole è obliqua e sto tornando sui miei passi verso casa.
Il fiato mi si condensa appena esce dalla bocca, la barba è in parte già ghiacciata.
Sono ben coperto e anche i piedi non si bagnano dentro alle scarpe.
Vestiti giusti, posto giusto. Procedo soddisfatto.
L’odore del bosco sotto la neve è inebriante. Qualsiasi rumore è ovattato, si sente per lo più il fiatone e un po’ di neve che cade da qualche ramo lontano.
Ritrovo il sentiero verso casa, cammino più spedito, le gambe si riscaldano un po’.

Quando mi sono ritrovato? Un po’ per volta, penso. Prima ho rimesso i pezzi che non si erano rotti, poi li ho assemblati senza forzature, senza buchi ma solo quando perfettamente aderenti l’uno all’altro.
Poi ho scoperto nuovi pezzi e mi son fermato ad ammirare il tutto, entusiasta ed incredulo.
Nel frattempo il mondo ha continuato ad andare avanti per conto suo, incurante o superficiale e ho imparato ad esserne grato.
Aspettare l’approvazione degli altri non mi definisce, non mi completa, non dà nulla per cui valga la pena.
Ho lasciato indietro tutto. Ogni mia azione precedente, ogni mio istinto era volto all’approvazione altrui, la mia soddisfazione era un riflesso di quella espressa dagli altri nei miei confronti.
Ogni pensiero volto a fare qualcosa era subordinato che lo cercassi in modo cosciente o meno all’altrui giudizio, come un bambino che cerca l’approvazione paterna, programmato a ripetere lo stesso meccanismo fino alla fine dei miei giorni.

Dopo ho camminato quanto più leggero potessi, per quanto la situazione lo permettesse. E sono andato avanti.
Cosa voglio davvero fare? Chi sono? Cosa conta davvero?

Vedo la casa con le sue grandi finestre che prendono tutta la luce del giorno, la veranda rialzata e la porta d’ingresso socchiusa.
Il grande lupo grigio mi viene incontro sornione, lei si affaccia sulla soglia, scalza e con i capelli arancioni raccolti in una treccia.

-Bentornato a casa, Omone.

Accarezzo il lupo.
Sorrido.

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