Il posto vuoto accanto

Verdun e IlPiccolo sono con la loro madre al mare e io vado a trovarli la sera, mangio e sto con loro fino a quando non è l’ora di rimettermi in viaggio per tornare a casa mia.

La strada da fare di sera la conosco come le mie tasche, quella località di mare è casa mia e anche questa strada è casa mia.
Guido senza musica perché a volte il silenzio funziona meglio e rifletto su quanto in vita mia non mi sia mai piaciuto guidare da solo.
Non avere accanto qualcuno che può anche bellamente dormirsela tutta ma essere lì, riempire questo posto vuoto accanto a quello di guida.

Se mi domandassi, quand’è che ti senti davvero solo? Non ti risponderei quando ceno a casa da solo, o rientro e non c’è nessuno ad aspettarmi: quel silenzio in quella casa mi rispecchia, mi appartiene e mi conforta.
Ti rispondo invece che è qui adesso, mentre guido tra Rosignano e Livorno, o mentre giro a Migliarino con una notte di fine agosto tanto dolce da essere struggente, questo posto vuoto accanto, adesso qui mi sento davvero solo.

Mi riscuoto e penso che un po’ di musica ci starebbe bene adesso.
Do la via all’ipod in modalità random e sorrido scuotendo la testa, il karma ha un modo gentile di prendermi in giro, inizio a cantare a voce alta, la strada è di casa e anche la voce che canta

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