Ieri mattina ho corso

Ieri mattina ho corso per poco più di un'ora, come sempre quando riesco ad andare a correre.
Sono uscito poco dopo le sette e sono andato lungo il fiume, come sempre.
E' partita la musica e l'algoritmo del mio lettore mp3 ha iniziato parlarmi ed ha infilato una serie di canzoni una dietro l'altra, perfette per scelta, ordine e significato.
Nemmeno dopo un chilometro ho iniziato a piangere ma senza alcuna disperazione, senza fare smorfie o anche solo l'ombra di un lamento.

Io correvo, respiravo e piangevo mentre l'algoritmo del mio lettore mp3 andava e mi cantava, cantava la mia vita, cantava tutti i miei sogni infranti, cantava tutto l'amore.

E sono andato avanti così. Sono passato sotto la scuola di Bern ma era ancora troppo presto perché fosse aperta. Ho corso fino al campo di calcio ed ho iniziato ad inanellare giri su giri mentre le voci dei miei cantanti preferiti mi accarezzavano rincuorandomi che sì, alla fine, tutto andrà bene. All'inizio solo poi via via che il tempo passava, superato da corridori ben più veloci, ho superato persone a passeggio con e senza cane, bambini e ragazzi che andavano a scuola mentre la musica e le lacrime continuavano a scendere libere.

Il cielo basso e nuvoloso, un vento tiepido ad asciugarmi un po' il volto, il fiato pesante, i muscoli che si fanno duri,

Poor stargazer She's got no tears in her eyes
Smooth like whisper
She (don't) knows that love heals all wounds with time

Dopo aver corso abbastanza intorno al campo da calcio sono tornato verso casa, sempre lungo il fiume e mi sono reso conto che ho bisogno di ritirarmi per un po' di tempo con le mie parole ed i miei pensieri, senza disturbare e senza darmi alcuna scadenza.

Pensavo di essere capace di gestire il mio blues ed invece accetto la sconfitta e mi ritiro in buon ordine.

Ciao

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