A proposito di Simone Martelli. O degli scambi di persona ai tempi della Rete

Vengo contattato su Skype da un contatto in rubrica che però non mi suona familiare (mi succede di avere dei contatti di persone conosciute a convegni, su un social network, o solo per appuntamenti di lavoro).
Inizia ad apostrofarmi sfottendomi un po'. Resto lì per lì perplesso e penso: o chi cazzo sei?! Poi vado a vedere e da rapida ricerca su Google mi convinco che NON ho idea di chi questa persona sia.
Quindi gli scrivo che ha sbagliato persona. E lui pensando che stia "rilanciando" la chat scherzosa, non mi crede. E insiste...
A quel punto gli ribadisco che non è come crede. Uso il "lei", senza sbavature, faccine, punti di sospensione. Finalmente il mio malcapitato corrispondente si fa venire il dubbio e quindi mi chiede se per caso non sono Simone Martelli ma lo sono. Se non sono di Prato, e lo sono. Poi sull'anagrafe vien fuori la discrepanza, troppo giovane per essere io. E gli studi: ingegneria. Sìe, figuriamoci...
Il malcapitato ammette la topica. Lo saluto cordialmente. Sipario.
Applausi

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