Boh

I pilastri della vecchia banchina di legno sono quasi completamente fuori dall'acqua, come dei denti neri e marci di una bocca spalancata in un grido muto.
Un dolore lieve e costante mi avvolge e sto qui, guardo me stesso guardare parole su parole, concetti, frasi stereotipate e flussi ininterrotti di autocoscienza.
Sono qui a scrivere nel mio piccolo blog qualche frase in libertà, senza nessuno scopo, senza alcun punto d'arrivo preciso.
Vago in circolo.
Il mondo fuori oramai va a letto, o guarda Ballarò o ha finito da poco di guardare la partita di calcio Italia contro Irlanda del Nord (3 a 0 e a casa). Non so quale dei due spettacoli mi deprima di più in questo momento.
Io ho dato un'occhiata a Twitter. Mi rifiuto di aprire Facebook.
Ora vado e chiudo. Se qualcuno in questo istante mi chiedesse: come stai?
Risponderei, Boh.

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