E' tempo dell'annuale bilancio (numero trentotto)

Il tempo che passa ti fa pensare inevitabilmente al tempo trascorso.
A ciò che hai fatto o non hai fatto, nel bene e nel male. A ciò che stai facendo e a ciò che ora vorresti fare.
Negli anni passati ho vissuto in prima persona la massima del grande Roberto Freak Antoni:
"Si dice che una volta toccato il fondo non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare." E anche quando accade il fatto peggiore, quell'episodio da cui pensavi non ti saresti ripreso, ti riprendi. E ti accorgi che sei ancora vivo e vegeto. Incredibile!

E allora io sèguito, testardo, per la mia strada. E mi son ripreso questo blog che prima era un altro blog, e che ora quel blog non c'è più, che poi doveva essere ancora un altro blog, ma era questo non vi distraete, e ora eccomi qui.

E allora vai col bilancio dell'anno trentotto: tutto molto bene.

Anteprima bilancio previsionale dell'anno trentanove: se mi riuscisse, vorrei pubblicare qualcosa di compiuto.

Ringraziamenti:

A tutti coloro che mi sopportano a casa e al lavoro, che poi lavoro a casa e al lavoro mi sento a casa, e questo genera in me e in chi mi sta attorno una punta di confusione, dico grazie.

A tutti gli amici ritrovati e che in fondo non mi sono meritato, grazie al Biondo e all'Olmi!

A tutti gli amici che non ho ancora ritrovato, non pensate di averla fatta franca, dico grazie.

A tutte le conoscenze appena fatte e/o lievemente scalfite da due parole via internet, siete tanti e vi dico tante grazie.

Al Monzali che mi ha promesso uno speciale sui Led Zeppelin e per questo l'ho mandato a parlare di Radio Gas in una scuola media. Grazie!

A tutti i perfetti sconosciuti ma soprattutto alle perfette e notevolmente passere sconosciute mie amiche su Facebook, che Dio vi mantenga così. Grazie.

A quelle due persone che mi leggono, che ostinatamente si sono iscritte al feed, dico: ragazzi, ma siete sicuri che valga la pena leggere i miei post? Comunque, grazie!

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