La libertà ritrovata. Come (continuare a) pensare nell’era digitale [Iniziate a NON comprare questo libro]

Copertina del libro La libertà ritrovata. Come (continuare a) pensare nell’era digitaleCodice è un editore assolutamente interessante ma questo libro "La libertà ritrovata. Come (continuare a) pensare nell’era digitale"  è un troiaio (toscanismo per definire una cosa fatta veramente molto molto male): tesi che diventano assiomi, argomentazioni parziali e di parte se non addirittura distorte che non dimostrano niente. Pessimo esempio votato ad un argomento interessante, nonostante questo libro.

Qui si cerca, dannosamente, di parlare del ruolo centrale della Rete e dei computer come super-essere pronto ad essere senziente a discapito di noi umani che volentieri ci sottomettiamo ad essi delegando loro sempre più compiti, da principio i più noiosi e ripetitivi e poi sempre più decisivi.

Io non so voi ma ritengo un computer per quanto potente niente di più di un tostapane che mi permette di fare un sacco di cose, solo più velocemente. Che poi riesca a farle bene o male, dipende in larghissima parte da me.

Poi che ci sia un numero anche grande di persone superficiali che davvero pensano ai computer come entità dotate di intelligenza, beh c'è un sacco di gente che vota Berlusconi e quindi questo non mi stupisce.

L'argomento, delegazione alle macchine eccessiva, impoverimento dell'intelletto umano è comunque un argomento che vale la pena di essere approfondito. Non con questo libro. Pessimo

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