La censura ai tempi di Facebook

Il simpatico e molto di successo social network Facebook tende a censurare con una certa attenzione e puntigliosità contenuti critici, e dico critici non offensivi, verso l'attuale governo italiano.

Questo blog viene pubblicato anche sul mio profilo facebook e quindi nel mio piccolossimo effettuerò il seguente esperimento:
Pubblicherò integralmente un post del blog di una ragazza aquilana, Samanta di Persio, che è stato censurato da Facebook nei giorni scorsi e che parla dell'ultima esorbitante sparata del nostro Presidente del Consiglio sugli eventi post terremoto dell'Aquila e le attualissime vicende giudiziarie che stanno cercando di far luce su come quegli eventi siano stati gestiti:

Titolo del post "Sono aquilana e sono labile. Così mi definisce il Capo del Governo"

"Silvio Belrusconi l’ha detto! Non viene più a L’Aquila perché ha paura. Paura di cosa? In tutto il mondo sanno del miracolo delle New town! Lui le annunciò come da miglior dittatura che si rispetti il 6 aprile a poche ore dal sisma. In questa vicenda ognuno ha un ruolo da propinare fino alla nausea in tv. Il premier parla del miracolo e delle sue vittorie elettorali… gli aquilani sono stati liberi di votare: su suggerimento di Denis Verdini (indagato insieme alla cricca per gli appalti del G8) lettere a casa per ricordare l’impegno elettorale. Maurizio Lupi (pdl) a Ballarò anche se si parla di prostituzione ricorda del miracolo di “ricostruzione” a L’Aquila. Berlusconi mascherato da Chiodi presidente della regione Abruzzo dichiara che dove amministra non c’è mafia (libera denuncia da anni immobili confiscati, decine solo nella provincia dell’Aquila) la prima impresa a cui è stato affidato l’appalto con gare gestite dalla Protezione civile risulta essere stata prestanome di Ciancimino. (Forse in quell’occasione Bertolaso era impegnato in una conferenza al Salaria Village) Il sindaco Massimo Cialente (Pd) dichiara di esser stato abbandonato da tutti e quindi ha preferito mettersi supino. Dopo essersi accorto della scomoda posizione assunta da 14 mesi si alza in piedi e vede che a L’Aquila non c’è più un centesimo. Nel contempo la Commissione grandi rischi viene indagata per le rassicurazioni date il 31 marzo 2009 in merito allo sciame sismico. CAOS! Non perché si sono dimessi tutti ed ora non abbiamo più un presidente della Protezione civile, un presidente dell’Ingv, vari sismologi di fama nazionale… bensì il popolo degli aquilani, secondo il premier, quelli più instabili perché hanno perso un familiare potrebbero sparare alla Protezione civile! Quindi gli aquilani non sarebbero incazzati perché: pagheranno le tasse vecchie e nuove (il sindaco da qualche parte li deve prendere i soldi), le new town sono uno spreco di denaro pubblico a discapito delle case di proprietà inagibili che resteranno tali senza nemmeno i puntellamenti perché non c’è un euro e la zona rossa non vede uno straccio di progetto per la ricostruzione!

Agli aquilani offese su offese (ingrati, 30 anni nei container, sciacalli, speculate sui morti) e poi gli aquilani non possono denunciare nemmeno la Commissione Grandi rischi che aveva l’obbligo di occuparsi della nostra sicurezza e della nostra vita?

dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull’ordine alla protezione civile di non andare più in Abruzzo perchè rischiano di essere sparati."

Trovo l'intervento di Samanta di parte, appassionato, a tratti confuso per la rabbia e lo sgomento e trovo tutto questo autentico e mi piace. Perché? Perchè  un blog non è antagonista di un quotidiano, così come un blogger non è paragonabile ad un giornalista. Può riportare i fatti ma non è affatto tenuto ad essere equidistante, imparziale, informato sulle fonti. Esprime la propria opinione personale, usa il suo blog per quello che è: un diario personale che ha deciso di condividere con tutti quelli che lo riterranno interessante, buffo, profondo, leggero, superficiale, serio, appassionato...

Facebook può censurare la ripubblicazione di un blog sulle proprie pagine, ne ha diritto. Il social network che frequentiamo è il suo. Quando la censura scatta mi fa sempre piacere ricordare che Internet è tanto tanto più grande di Facebook e che quel blog, quel post censurato è lo si può trovare e leggere, comunque.

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