La strumentalizzazione ai tempi di Facebook

O della superficialità dei giornalisti italiani. Così si potrebbe chiamare questo post.

Oggi è semplice per qualsiasi persona dotata di una connessione ad internet (anche in un internet point) di collegarsi a Facebook, registrare un profilo utente falso e poi creare un gruppo inneggiante alle peggiori cose. Il mondo è pieno di persone infami, soprattutto è pieno di codardi e la Rete fra le tante possibilità che offre permette di sentirsi al sicuro e nascosti anche quando si fa qualcosa che normalmente mai ci verrebbe in mente di fare nella vita "reale".

I giornalisti direte, che c'entrano? Beh, basta leggere le versioni dei quotidiani on line italiani, o peggio, sentire un telegiornale. E sentirete dei servizi giornalistici inutili su quel gruppo di facebook che inneggia contro omosessuali, portatori di handicap, personaggi pubblici, animali, politici. Sentirete di quanta merda si trovi in Rete e che ci sia da preoccuparsi, che si deve estendere il controllo, censurare, monitorare, controllare, agire per arginare questi preoccupanti fenomeni.

I veri fenomeni sono proprio quei giornalisti  che abbaiano per attirare l'attenzione, per coprire tentativi pericolosi di controllo su un mezzo di comunicazione universale come Internet. I veri preoccupanti fenomeni sono questi pseudo-politici che continuiamo a tollerare nel nostro paese che blaterano superficialmente su tutto e pretendono di imbavagliare la libertà d'espressione di ognuno di noi sulla Rete.

Non sanno che la stragrande maggioranza degli utenti di Facebook, per restare all'esempio di questo post, s'indigna per le nefandezze e agisce. La Rete è capace di auto-tutelarsi perché la Rete siamo noi. Senza rappresentanti manipolabili, senza correnti da accontentare. Senza mediazione di governi, aziende o chicchessia. Senza dover subire a senso unico messaggi veicolati da questo o quel canale televisivo. Gli utenti di internet usano la propria testa e decidono secondo la propria coscienza.

Per ora.

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